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13-15 years old: The hexagon at Saturn's north pole

strong>Author: Emanuele Masotti

Saturno mi affascina da sempre, da quando ero bambino e ho visto un’immagine del pianeta. Un giorno, guardando un programma di astronomia alla tv, sentii parlare per la prima volta dell’esagono di Saturno. E da allora non ho più smesso di pensare a quel gigantesco uragano, con una forma di esagono, bloccato sul polo nord del pianeta, sempre fermo lì, chissà da quanti anni, eppure in continuo movimento antiorario, mentre invece al polo sud c’è solo un vortice più piccolo.
Per questo penso che la sonda Cassini-Huygens, prima di abbandonare l’osservazione di Saturno, dovrebbe esplorare ancora questo enorme uragano, per comprenderne meglio i segreti.

Il fenomeno, scoperto negli anni ‘80 dalla sonda Voyager, è abbastanza grande da contenere quattro volte la Terra (ha un diametro di 32000 km, un suo lato misura 14000 km e l’occhio del ciclone è largo circa 2000 km), mentre i suoi venti superano la velocità di 300 km/h, cioè molto più veloci che sulla Terra. E’ grande 20 volte un uragano terrestre e ha la stessa velocità di rotazione del suo pianeta (ovvero 10h 39m 24s).
La sonda Cassini rilevò questa tempesta poco dopo essere entrata nella sua orbita, nel 2004. L'uragano si trovava al buio, poiché all’epoca nell’emisfero settentrionale del pianeta era inverno. Così, la sonda ha dovuto attendere l'inizio della primavera di Saturno nel 2009, per poter osservare meglio l’uragano in luce visibile. Per far ciò, è stato necessario effettuare un cambiamento all’orbita della sonda utilizzando un flyby della grande luna di Saturno, Titano.

Il fenomeno è incredibile e molto complesso perché oltre all’uragano principale sono stati scoperti numerosi altri “piccoli vortici” che ruotano in senso opposto alla tempesta centrale e vengono trascinati dalla corrente, dando luogo a una regione molto turbolenta. E’ stato ipotizzato che l’uragano si alimenti tramite vapore acqueo presente nella sua atmosfera; ma c’è solo acqua o altri gas che magari non conosciamo sulla Terra?

Pensando a questo fenomeno mi vengono in mente molte domande, ancora senza risposta:
-perché questo uragano ha la forma di un esagono?
-quale forza lo tiene fermo al polo nord di Saturno?
-come ha fatto a formarsi e cosa lo alimenta?
-perché sulla Terra un uragano dura di solito pochi giorni, mentre l’esagono di Saturno sembra un fenomeno “bloccato” nella sua dinamicità?

Tante domande senza risposte, ma la sonda Cassini-Huygens potrebbe darci alcune risposte, come ad esempio aiutarci a migliorare le nostre conoscenze sugli uragani in generale, quindi anche quelli terrestri che traggono energia dalle calde acque oceaniche.
Ecco perché penso che sia necessario “puntare i telescopi spaziali” su questo uragano e scoprire i suoi segreti.
Ma una cosa è certa: questo fenomeno sta affascinando e solleticando la curiosità degli scienziati e di chi, come me, è un semplice studente, al suo primo anno di Liceo Scientifico.
Tutte le scoperte future potrebbero farci vedere il Sistema Solare, e anche l’Universo, con occhi nuovi, diversi.


Last Update: 19 May 2017

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