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Winners Italy

16-18 years old: Ice plumes at the south pole of Enceladus

Author: Davide Stanjano

Encelado nasconde una delle geologie più singolari che si siano mai incontrate, ma è anche molto interessante dal punto di vista astro-biologico (cioè della ricerca della vita). I geyser presenti, scoperti dalla sonda Cassini, ci permettono di analizzare la struttura dell’oceano al di sotto dello spesso strato di ghiaccio, consentendoci di cercare la vita! L’interesse nei confronti di questo minuscolo satellite è aumentato analizzando un anello intorno a Saturno, molto più esterno degli altri, chiamato “anello E”, composto da piccole particelle di ghiaccio; esso è ormai scomparso da milioni di anni a causa del vento solare, ma l’ipotesi attualmente più accreditata, riconduce a Encelado ed ai suoi geyser situati nel polo sud del satellite, come fonte delle particelle dell’anello. Nei suoi passaggi, la sonda Cassini era riuscita ad analizzare la composizione delle sostanze emesse da questi geyser: H2O, Co2, metano, ammoniaca, argon, azoto, acetilene, formaldeide, propano, magnesio, silicio. L’argon e il magnesio rendono probabile la presenza di una superficie rocciosa a contatto con l’acqua; la formaldeide, acetilene e propano, sono indizio di un ambiente che cambia velocemente in presenza di zone molto calde (in profondità) o molto fredde (verso la superficie dell’oceano). Grazie alla sonda, siamo riusciti ad avere qualche dato sulla struttura dell’oceano di Encelado, scoprendo che ha una profondità di circa 10 km (il punto più profondo degli oceani sulla Terra, “la fossa delle Marianne”, è di 11 km). Come detto, l’esplorazione di questo oceano è complicata dalla presenza di uno strato di ghiaccio spesso 40 km; la presenza di queste enormi fessure (geyser) che riescono a spingere questi cristalli verso l’esterno, ci fornisce l’indizio che “sotto” c’è tanta attività da parte di questa massa d’acqua che spinge con tanta forza verso l’esterno. Come collegare ciò al fatto che si è trovato del silicio? Il silicio è interessante perché ci sono pochi modi di produrre particelle ricche di tale elemento, della grandezza di appena 2-8 nanometri; uno di questi modi sarebbe da attribuire alla presenza di sorgenti idrotermali, poiché tali cristalli si formano con una soluzione acquosa ricca di silicio, a una temperatura di circa 90 ° celsius e con una bassa salinità (un PH tra l’8,5-10,5); conferma di ciò ci è data dalla presenza di ammoniaca, il 4% di salinità (molto bassa). Sarebbe interessante indagare su cosa alimenta questi geyser e questi vulcani, nonché sull’arco temporale di questi fenomeni; infatti, un periodo ‘breve’ (es. 1 mln di anni) farebbe fatica a creare le condizioni per generare “forme di vita”, cosa possibile invece con una durata di Mld di anni. La sonda Cassini, infatti, non fu progettata per analizzare qualcosa del genere pur riuscendo comunque a fare analisi molto dettagliate. Per approfondire questi aspetti, avremmo bisogno di una sonda che possa orbitare intorno a Encelado, per creare così una mappa gravitazionale e capire un po’ di più della sua struttura interna. Lo studio di questi particolari aspetti, potrebbe darci importanti indizi sulla nascita della vita sul nostro pianeta, generatasi probabilmente in un ambiente simile.


Last Update: 19 May 2017

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